Coaching, counseling e Intelligenza Artificiale: come farli vivere insieme

Da coach e counselor, mi trovo oggi molto spesso a riflettere se e come cambierà la mia professione, nel breve periodo, con la sempre maggiore diffusione dell’AI.

Addirittura, alcuni miei clienti mi chiedono come integrare questa rivoluzione tecnologica nel mondo della formazione. Ed io, in tutta onestà, ad oggi fatico a dare una risposta.

La verità è che tutti ne parlano ma ancora non sappiamo davvero come utilizzarla, nella vita di tutti i giorni e, ancor più, nel mondo dello sviluppo delle soft skills.

Allora ho deciso di fare un esperimento e, per pima cosa, ho chiesto a chatGPT di darmi supporto: mi sono messa io nel ruolo di coachee e counselee e lei nel ruolo di coach e counselor.

Ecco com’è andata la nostra conversazione:

“Ciao chatGPT, vorrei fare una sessione di coaching con te, credi sia possibile?”.

“Ciao! Sono qui per fornirti informazioni, rispondere alle tue domande e offrire suggerimenti, ma è importante sottolineare che non posso fornire una vera e propria sessione di coaching. Il coaching richiede un’interazione più approfondita e personalizzata con un coach qualificato. Se hai domande specifiche o argomenti su cui desideri ricevere consigli o informazioni, sarò lieto di aiutarti nel miglior modo possibile all’interno dei limiti della mia capacità come assistente virtuale. Tuttavia, per un vero e proprio processo di coaching, ti consiglio di cercare un professionista del settore che possa offrirti un supporto personalizzato e adattato alle tue esigenze.

“E se avessi bisogno di supporto di un counselor, tu potresti aiutarmi?”

“Mi dispiace, ma non sono in grado di fornire supporto come un counselor o un professionista della salute mentale. Sono un assistente virtuale basato su testo, e la mia capacità di interazione si limita a fornire informazioni, rispondere a domande e offrire suggerimenti generali. Ti consiglio vivamente di rivolgerti a un counselor, uno psicologo o un altro professionista della salute mentale. Possono fornire l’aiuto e la guida necessari in modo più adeguato alle tue esigenze specifiche. Se ritieni di avere bisogno di supporto, non esitare a contattare un professionista qualificato nella tua area”.

“Grazie chatGPT. Ti chiedo un’ultima cosa. Mi fai una domanda potente?”

“Certamente! Ecco una domanda intrigante per te: se avessi la possibilità di cambiare una decisione chiave nella tua vita, quale decisione sceglieresti di modificare?”.

Da questo breve botta e risposta con la “mia amica” chatGPT, ecco due considerazioni che posso fare.

La prima, importante, è che l’Intelligenza Artificiale riconosce i suoi limiti: nulla può e potrà mai sostituire la relazione tra due persone umane, la capacità di empatizzare, di sentire l’altro, di entrare in connessione, di costruire quel legame che, seppur intelligente, è emotivo, come dice Daniel Goleman, e la sfera dell’emotività l’AI non potrà mai comprenderla davvero.

La seconda, questa in realtà davvero sorprendente, è che alla mia richiesta di fornirmi una domanda potente (come piace definirle a noi coach), chatGPT è stata in grado di darmi non solo una risposta soddisfacente, ma di fornirmi una di quelle domande che, effettivamente, sono chiave per il cambiamento, che sono attivatori per l’evoluzione, la crescita e il miglioramento delle persone.

Ho capito quindi che, non so dove, non so come, non so quando…ma so per certo che anche il mondo del coaching, del counseling e della formazione non potranno prescindere dall’integrare l’intelligenza artificiale e che non potrò sottrarmi dal lavorare per andare in questa direzione!

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