Lavoro e sport: quanto conta l’attività sportiva sul rendimento lavorativo

Ebbene si! Ho questa grande passione: il triathlon. Da qualche anno questo sport è entrato in maniera preponderante nella routine della mia vita e, come una mia carissima amica mi dice sempre, mi sono “infettata” di malattia sportiva.

A dirla tutta, non sono mai stata sportiva: da bambina e per ben 13 lunghi anni, il mio unico allenamento è stato quello alle dita delle mani sottoponendole a ore e ore di noiosi esercizi sulla tastiera del pianoforte. Sarà stata forse la mia totale assenza di sport fino all’età adulta che, ad un certo punto della mia vita (più o meno quando ho iniziato a dedicarmi al mondo della crescita personale dedicandomi al coaching, al counseling e alla formazione in azienda), mi sono resa conto di quanto fosse importante inserire una routine sportiva nelle mie giornate e non solo per la necessità di rigenerare corpo e mente, ma anche per tutti i benefici che lo sport porta in termini di rendimento lavorativo.

Numerosi autori e studi hanno esplorato questa relazione e le evidenze portate sono sorprendenti. Di seguito voglio riassumerne i principali benefici:

  • Aumento dell’energia e della produttività: uno studio condotto da Tom Rath e Jim Harter, autori di “Wellbeing: The Five Essential Elements,” ha evidenziato che l’esercizio fisico regolare può aumentare i livelli di energia e migliorare la concentrazione, contribuendo così a una maggiore produttività sul luogo di lavoro.
  • Miglioramento delle capacità cognitive: Charles Hillman, professore di kinesiologia presso l’Università dell’Illinois, ha condotto ricerche che dimostrano come l’attività fisica possa migliorare le funzioni cognitive, inclusa la memoria e la capacità di risolvere problemi. Questo può tradursi in un migliore rendimento nelle attività lavorative che richiedono concentrazione e pensiero critico.
  • Gestione dello stress e dell’ansia: gli autori dello studio “Exercise and the Prevention of Depression” pubblicato su Current Sports Medicine Reports sostengono che l’attività fisica può svolgere un ruolo cruciale nella gestione dello stress e dell’ansia. Riducendo questi fattori, i lavoratori possono affrontare le sfide professionali in modo più efficace.

Peraltro l’attività fisica produce endorfina (il neurotrasmettitore della felicità) la quale contrata il cortisolo (l’ormone dello stress).

Miglioramento del clima organizzativo: uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of Occupational and Environmental Medicine” ha suggerito che le aziende che promuovono l’attività fisica tra i dipendenti possono beneficiare di un miglioramento del clima organizzativo e di una maggiore soddisfazione lavorativa.

Riduzione dell’assenteismo: in “The relationship between healthy lifestyle behaviors and health outcomes among older adults in a representative sample of South Australians,” gli autori hanno evidenziato che uno stile di vita attivo è correlato a una diminuzione dell’assenteismo sul lavoro, poiché l’esercizio fisico può contribuire a una migliore salute generale.

Insomma, senza per forza voler diventare triatleti come la sottoscritta, gli studi ci dicono in maniera inequivocabile ed indiscutibile che lo sport fa bene al rendimento lavorativo andando a beneficio della salute psico-fisica delle persone con una riduzione importante dello stress ed un clima più sereno con una predisposizione alle relazioni interpersonali migliore.

E allora…tutti con le scarpette da running per una bella corsetta prima di andare a…fatturare 😊.

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